16 marzo 2010

melanzane


Una dei doni più belli che ci ha fatto la natura, sono le melanzane.
Su questo argomento ho un delizioso libricino di ricette e di storie di vita vissuta, "Il pomo sdegnoso ovvero la melanzana" di Luciano Luciani.
A me piacciono moltissimo e per loro sono disposta anche a cucinare piatti elaborati.
Oltre alle melanzane alla parmigiana, che costituiscono uno dei motivi per cui la vita è degna di essere vissuta, spesso faccio quest'altra ricetta, lunga ma facile.
Si fanno appassire in forno tre melanzane (due ovali e una lunga) semplicemente appoggiandole sulla leccarda per un'ora e mezza (per evitare che si attacchino, meglio accarezzarle con le mani unte d'olio)


Si fanno uscire dalla buccia, si strizzano per far uscire l'acqua e si tagliuzzano.
Si fanno soffriggere con aglio e olio


cui si aggiunge: un panino ammollato nel latte, sale, parmigiano abbondante, due uova, basilico tritato.
Si spolverano con pan grattato e si infornano per mezz'ora, io uso un tegame da plum cake e lo trovo molto adatto!


Vino consigliato.......ma le altre kukuzze non contribuiscono?

13 marzo 2010

8 marzo 2010

Festa della donna



A Barbara, che abita sul mio pianerottolo ed ha la sala piena di giocattoli più di un asilo nido, perché sta facendo il lavoro più bello del mondo: alleva due cuccioli

A mia suocera che - a 85 anni- è piena di voglia di vivere e ha voluto la parrucchiera in ospedale per farsi sistemare i capelli

Alle mie colleghe, che incontro tutte le mattine e, anche se non ne parliamo, sappiamo l'una dell'altra la vita: chi freme perché sua figlia deve partorire, chi ha la mamma malata, chi non vede l'ora di andare in pensione e chi spera di uscire dal precariato

A Reina, che ha attraversato un oceano per una vita migliore e, mentre aiuta le donne italiane nelle faccende domestiche, sta crescendo un figlio da sola e aspetta il principe azzurro

Alle donne dell'Aquila, che un vecchio re un po' pingue credeva di far contente dando loro nuove case con nuove cucine attrezzate di tutto punto, ma loro vogliono cucinare nella loro vecchia cucina, vogliono le loro pentole, quella d'alluminio ereditata dalla nonna dove l'arrosto veniva così buono e il mescolo di legno comprato in un mercatino durante una vacanza estiva

Alle due "L" di cpc, che un po' conosco tramite lui

A Daniela, che ha sempre lo stesso viso serio e sorridente di quando era una ragazzina con compiti di responsabilità nel reparto scout

A Mariella, che da troppo tempo è un viso su skype (vieni!)

A me, che ho un rametto di mimosa sul computer: me l'ha portata il ragazzo che amo (da 27 anni)

Buon 8 marzo!

2 marzo 2010

cara Prof....

.......da quando Lei ci ha parlato in classe della città dell'Aquila, che è stata anche la Sua città, e del terremoto che l'ha colpita ad aprile scorso, mi sono incuriosito e interessato sempre di più alla storia di quel posto e dei suoi abitanti. Pensi Prof.!, che prima che Lei ce ne parlasse, (mi vergogno un po' a dirlo) alcuni di noi credevano addirittura che L'Aquila fosse in Umbria o nelle Marche! Prima che Lei ce ne parlasse, e che anche la televisione ne parlasse dopo il terremoto, se ne sapeva così poco in giro!
Ora Le voglio far sapere che alcuni di noi, che apprezziamo tanto i suoi insegnamenti anche se non sempre riusciamo a dimostraglielo con i nostri compiti "traballanti" (come li definisce Lei!), spesso , al pomeriggio, smettono di smanettare su Facebook o in chat e gironzolano un po'  sul web. 
Io credo che Le farà piacere visitare questo sito, che ho trovato ieri, di cui Le do il "link" (scusi, noi parliamo un po' così "da giovani", anche se non sappiamo bene se su "do" ci va l'accento o no).

http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20l%27Aquila/index.html

Ebbene, dopo che Lei lo avrà visitato, forse troverà il modo di parlarci un po' anche delle Sue conoscenze dei Suoi ricordi dell'Aquila e dell'Abruzzo (spero che si scriva con una  sola "b", anche se qualche volta, sui giornali, trovo "grandi firme" che ne mettono 2).
Concludo, allegandole un lavoretto, che ho provato a fare, sempre smanettando sul computer, e che forse La interesserà: si tratta del raffronto tra la zona rossa dell'Aquila e la nostra città, Genova. 
Io, quando l'ho terminato (e ho controllato bene le misure, perchè non volevo sbagliare!) sono rimasto meravigliato, non credevo ai miei occhi: guardi anche Lei che cosa terribile! quanto è esteso il centro storico dell'Aquila, rispetto a nostro centro...piazza DeFerrari, il Porto,...pensi che casino (ops!) sarebbe se tutta quella parte della nostra città fosse chiusa dalle transenne, vigilata dai militari e nessuno di noi ci potesse accedere; nemmeno quando noi abbiamo avuto il G8 è stato così.

Spero che abbia apprezzato questo mio messaggio, Prof!, come io, anche se non mi faccio accorgere dagli altri, apprezzo le Sue lezioni.
Suo allevo CpC

1 marzo 2010

'Na voia

in modenese, traduzione: una voglia



ho una voglia di fare un giro in bicicletta,
lasciarmi accarezzare dall'aria fresca e netta.
Voglio guardare il sole che sorge al mattino,
cantare con l'usignolo e fare una ballatina.
che bello saltare i fossi,
guardare se ci sono delle viole,
con niente o quasi addosso, chiede un contadino.
Però ad una certa età,
saltare senza controllo vuol dire,
lo so anch'io,rompersi l'osso del collo.