Visualizzazione post con etichetta assaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta assaggi. Mostra tutti i post

25 settembre 2010

Minestra di riso e lenticchie



Amo le lenticchie, che a casa mia non si fanno solo a Natale, anzi le cucino così spesso che Franco ha smesso di chiedermi "dov'è il cotechino?" rassegnandosi a mangiarle in tutte le fogge.
Questa è una ricetta davvero buona che va bene in questo periodo mentre l'estate si allontana sempre più e la temperatura scende.
Se poi ci aggiungiamo un rosso allegro (Dolcetto) anche la tristezza autunnale va via.
Si fa un sughetto con soffritto di cipolle a lo si allunga con mezzo litro abbondante di acqua (brodo).
Qui si mettono riso e lenticchie e si fanno andare piano per circa 40 min, coperto.
Prezzemolo abbondante, pepe, olio e buon appetito!

16 luglio 2010

cena estiva


Melanzane, peperoni, zucchine grigliate e uova alla russa nel vassoio più kitsch che ci sia

27 marzo 2010

manitoba


Come spesso succede per le cose importanti della vita, l'ho scoperto per caso, mentre spiegavo Geografia.
Continente America, Canada, stato di Manitoba: qui è stato selezionato un tipo di grano, detto "frumento primaverile" che si semina in primavera e cresce in soli tre mesi, prima che la temperatura diventi proibitiva: se ne ricava una farina detta appunto "manitoba".
Una mia alunna, i cui genitori hanno un ristorante conosciuto in città, alza la mano per chiedere la parola (i miei alunni sono abituati così, mica come in televisione) e dice "i miei usano la farina manitoba per fare torte di verdura e pizze"
Ecco che dalle parole ingenue di una ragazzina sta affiorando un trucco dello chef, di quelli che non direbbero neanche sotto tortura!
Così decido di usarla anch'io.
Dopo una fase di adattamento, in quanto questa farina è molto elastica e rischia di diventare colla, imparo a lavorarla con buoni risultati: la pasta fatta con la farina manitoba si tira sottilissima e in forno rimane fragrante e leggera.
Da allora il mio erbasson (uno dei primi post di questo blog) è super....modestamente!

16 marzo 2010

melanzane


Una dei doni più belli che ci ha fatto la natura, sono le melanzane.
Su questo argomento ho un delizioso libricino di ricette e di storie di vita vissuta, "Il pomo sdegnoso ovvero la melanzana" di Luciano Luciani.
A me piacciono moltissimo e per loro sono disposta anche a cucinare piatti elaborati.
Oltre alle melanzane alla parmigiana, che costituiscono uno dei motivi per cui la vita è degna di essere vissuta, spesso faccio quest'altra ricetta, lunga ma facile.
Si fanno appassire in forno tre melanzane (due ovali e una lunga) semplicemente appoggiandole sulla leccarda per un'ora e mezza (per evitare che si attacchino, meglio accarezzarle con le mani unte d'olio)


Si fanno uscire dalla buccia, si strizzano per far uscire l'acqua e si tagliuzzano.
Si fanno soffriggere con aglio e olio


cui si aggiunge: un panino ammollato nel latte, sale, parmigiano abbondante, due uova, basilico tritato.
Si spolverano con pan grattato e si infornano per mezz'ora, io uso un tegame da plum cake e lo trovo molto adatto!


Vino consigliato.......ma le altre kukuzze non contribuiscono?

13 marzo 2010

15 gennaio 2010

mangiare verde


riso con spinaci, carciofi, fagiolini

5 gennaio 2010

la torta ciambella


poi basta, dopo la befana....dieta!

31 dicembre 2009

tipicità aquilane


le ferratelle e gli auguri di Vittoria C.

27 dicembre 2009

decorate (anche l'occhio vuole la sua parte)
senza pancetta (per vegetariani)
con pancetta (per buongustai)
ma sempre lenticchie. Portano soldi, portano bene, le so fare buonissime.....auguri!

16 dicembre 2009


sera di dicembre: gulash, polenta e un buon rosso

10 dicembre 2009

brodo di Natale : tradizione di Rivisondoli

con 1 gallina ruspante,preparare il brodo e poi filtrarlo,
metterlo in una pentola bella grande,
a parte lessare 200g di indivia,
scolarla e tagliarla a piccoli pezzettini,
passarla poi in padella con un po' di cipolla tagliata fina,
del sedano lessato sempre a piccoli pezzi
e del passato di pomodoro, poi versare il tutto nel brodo,
a parte preparare i fegatini e cuori di pollo,
cotti e passati in padella e metterli sempre nel brodo,
a parte preparare 3 etti di carne macinata,
condita come quando fate le polpette:
con uovo sale parmigiano e pan grattato,
fate delle polpettine piccole
come l'unghia del dito mignolo (quello delle donne),
passatele in padella con un goccino di olio
e mettete anche loro nel brodo di gallina.
A parte tostate il pane casereccio raffermo,
passatelo nell'uovo e friggetelo in padella,
quando è freddo tagliatelo a dadini,
servitelo a tavola in una terrina,
il brodo con tutti gli ingredienti assaporati per 10 minuti
sul fuoco, versatelo in una zuppiera e servitelo a tavola,
poi ognuno aggiungerà il pane nel piatto e buon appetito!!

7 dicembre 2009

...che fame....


Il lampredotto a Firenze è un'istituzione, una leggenda presente quotidianamente per le strade della città sui "banchini dei trippai", questi piccoli chioschi su quattro ruote, che sono i baluardi di una tradizione popolare conservata nel tempo sotto l'ombra di antichi palazzi e grandi opere d'arte.

Il lampredotto è un tipo di trippa del bovino, tra cui l'esofago, tre prestomaci (rumine, reticolo, omaso) e un vero e proprio stomaco ghiandolare, l'abomaso. Il lampredotto è lo stomaco abomaso. Di colore scuro, prende il nome dalla lampreda, un'anguilla primordiale di cui ha la forma (sembra anche la borsa del ghiaccio usata comunemente per le contusioni) e una volta abbondantissima in Arno.

Il lampredotto non è cibo da turisti: è cibo di strada. Racconta, cioè, della storia e della vita di un popolo, che per quelle strade è passato e in esse ha vissuto.

Viene servito dai trippai nel toscanissimo panino chiamato semelle con l'aggiunta, secondo il proprio gusto, di condimenti a scelta, che vanno dal semplice sale e pepe, alla classica salsa verde, fino ad arrivare all'olio piccante.

Per ultima, vi aspetta la rituale domanda del trippaio fiorentino: lo vuole bagnato? Rispondete di sì. Tufferà così nel sugo del pentolone la calotta superiore del panino, che vi sarà così servito gustoso e gocciolante.

GODURIA

4 dicembre 2009

ggrrrrrrrr.................


ma insomma! dove sono finite tutte le kukuzze?
mi aspettavo decine e decine di filastrocche, storielle, disegnini, stramberie, assaggetti e spizzichini.... invece tutto tace.....

2 dicembre 2009

TAGLIATELLE ALLA CICORIA


tagliare finemente la cicoria e aggiungerla a un po' di cipolla soffritta per 5 minuti.
frullare assieme a una manciata di basilico, 2 cucchiai di latte, 50gr.di taleggio, 1 cucchiaio di olio, sale e pepe.
Condire le tagliatelle e..buon appetito!

prima l'uovo o la gallina?



http://sassos.blogspot.com/2009/12/luovo-e-la-gallina.html

22 novembre 2009

quando cenano le kukuzze,,,,,

salumi vari e formaggio, affettati al tagliere lìperlà; roastbeef all'inglese, affettato prima alla regoladellarte; pasticcio (insensobuono) di patate affornate co la crosticina; tegamata verde di piselli e erba (insensobuono); sformatino di ricotta e spinaci (alla "soncontentodiesserqui"); cupolone semifreddo di arance candite su mousse di crema da leccarsi dita e gomiti; crostatina di ricotta (alla "beitempiandatiperòpureadessojelapossiamofà").
Vino rosè del Conero (chettelodico, anzi no!), schampagne MUM friccichino; passito di Pantelleria.
Musica di sottofondo.
...e la zukka campa!

20 novembre 2009

contadino per caso, cuoco per necessità

Delizioso piatto unico (nel senso di solo quello e di prototipo), realizzato sotto la minaccia di una notte senza cena: fregula sarda ai 4 sapori.
Si va nel frigo; si carica un avanzo di pollo arrosto; si acchiappa per la collottola un cespo di radicchio trevigiano; si afferrano dei funghi tristitristi. Si sbatte il tutto in una padella insieme a aglio, peperoncino e olio di Sassos!
A parte si fa bollire la fregula (non credete MAI a quello che dice il fregulaio sardo riguardo al tempo di cottura) Se fate quello che vi dice lui, vi ritrovate con una pentola di pallini da caccia, buoni per i cinghialli. FATE CUOCERE LA FREGULA PER UN TEMPO DOPPIO DI QUELLO INDICATO. pOI SBATTETELA CON UN PO' DI BRODO DI COTTURA NEL PADELLON DEL RESTO E MESCOLATE SULLA FIAMMA.

Mangiate a crepapelle, accompagnando con Cannonauuuuu.
Potete andare a nanna tranquilli

17 novembre 2009

erbasson, questa sconosciuta


è una torta di verdure, due fogli di pasta sottile (anello di farina, due uova intere, sale, un pezzo burro fuso/ olio) e dentro, verdure bollite, strizzate, tagliate e passate in padella, io ci metto bietoline e spinaci insieme) sta in forno mezz'ora.

A casa mia si è sempre fatto, lo faceva mia madre, l'ho insegnato a mio figlio.
Alla stazione di Viareggio avevo un cambio treno alle 8 di sera, venivo dalla provincia di Pistoia e aspettavo il treno che mi riportava a casa, a Genova. Non era allegro cenare in sala d'aspetto, o seduta su una panchina per una ragazza di 26 anni che cominciava a fare la prof...
Ma qualche sera avevo una fetta di erbasson: profumo di casa pulita, di mamma laboriosa, cena deliziosa, anche in sala d'aspetto.



Erbassòn: 'alimento cardinale' di Reggio. Il Vero Reggiano sopporta l'erbazzone, ma stravede per 'al scarpassòn', ovvero il progenitore dell'erbazzone, a detta dei pochi fortunati possessori di una 'rezdòra' capace di cucinarlo, il principe della tavola. Si dice che i primi aborigeni reggiani adorassero, oltre al dio Fuoco e al dio Sole, anche il dio Scarpassone, a cui fu dedicato un tempietto alle pendici del Cusna.